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Gracchi
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I mwdafratelli Gracchi, talvolta anche indicati brevemente come mwdqi Gracchi, furono importanti figure politiche, dalla parte dei mwdgmwdwpopulares della mweaRepubblica romana. Facevano parte della mweqmweggens Sempronia del ramo plebeo.
I due Gracchi erano mwfaTiberio Sempronio Gracco (163-132 a.C.) e mwfqGaio Sempronio Gracco (154-121 a.C.).
Ai Gracchi o al nome Gracchi sono legati anche:
• mwgqCornelia, madre dei Gracchi;
• mwgwPublio Cornelio Scipione Africano, padre di Cornelia;
• mwhqTiberio Sempronio Gracco, padre dei Gracchi;
• mwhwSempronia, sorella dei Gracchi;
• mwiqPublio Cornelio Scipione Emiliano, sposo di Sempronia.
Contents
• Note
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Biografia
Cornelia, seconda figlia di Publio Cornelio Scipione detto l'Africano, e Tiberio Sempronio Gracco, abile stratega ed eccellente governatore di colonie, ebbero undici figli maschi e una femmina.
Nove dei dodici discendenti morirono prematuramente, rimasero in vita solo Tiberio, nato nel 163 a.C., Gaio, più giovane di nove anni, e la sorella Sempronia.
La madre adorava i due maschi e li educò entrambi ad ambire a grandi traguardi. La leggenda narra che, indispettita dalle vanità di una matrona romana in una riunione di un circolo scipionico, replicò all'esaltazione delle vesti e dei monili della rivale mostrandole i due figli ed esclamando con orgoglio: "Questi sono i miei gioielli". Più che figlia dell'Africano, desiderava essere nominata come "madre dei Gracchi".
Alla morte di Tiberio, ucciso al Campidoglio in occasione della carneficina ordinata mediante la formula del tumultus dal pontefice massimo Publio Cornelio Scipione Nasica Serapione, Cornelia non si rassegnò alla perdita del figlio trentenne e incitò l'altro figlio Gaio affinché proseguisse l'azione in difesa del popolo.
Ma la sorte riservò una tragica fine anche a Gaio. Dopo aver fatto approvare tramite plebisciti le "Leges semproniae" in difesa dei diritti della plebe, il suo tentativo di opporsi al potere esercitato dal senato romano e dall'aristocrazia fu soffocato dal console Opimio, eletto dal partito oligarchico, che lo assediò assieme ai suoi sostenitori sull'Aventino.
L'ex tribuno, rimasto quasi solo, si fece uccidere dal suo schiavo Filocrate.
Cornelia, dopo la morte di entrambi i figli, lasciò Roma per stabilirsi presso Misenum dove proseguì il suo stile di vita: riceveva visite di artisti, di letterati greci e di sovrani d'Oriente che le rendevano omaggio con doni preziosi.
Agli interlocutori che accennavano in maniera discreta alla tragica scomparsa dei figli, rispondeva rievocandone le imprese senza lacrime, come se si trattasse di eroi mitologici.
Il mito dei Gracchi nei secoli
Se mwjwCicerone vedeva i Gracchi come dei ribelli eversivi al pari di mwkaCatilina, mwkqGiovenale li critica con la famosa frase in mwkglingua latina mwkwmwlaQuis tulerit Gracchos de seditione querentes?.cite-ref-rivoluzione-1-0[1] Tuttavia, le istanze di mwmqriforma agraria verranno fatte proprie da altri mwmgmwmwPopulares quali mwnaGaio Mario e mwnqGiulio Cesare.
Fu mwnwPlutarco con le mwoamwoqVite parallele che contribuì, più di due secoli dopo la loro vita, a riabilitare i Gracchi come riformatori, mettendoli a paragone con gli mwogspartani mwowAgide e mwpaCleomene. Secondo Plutarco, Tiberio Gracco "lottava per un'idea bella e giusta con un’eloquenza che avrebbe adornato perfino una causa abietta".cite-ref-2[2] Cornelia d'altro canto fu sempre molto rispettata, ed è citata come esempio positivo anche da mwqqDante.
I Gracchi divennero col tempo un esempio di mwqwvirtù messa al servizio del popolo e della mwraRepubblica, e un emblema mwrqrivoluzionario in ambito mwrgsocialista come mwrwSpartaco. Durante la mwsarivoluzione francese molti simpatizzanti di estrazione mwsqmontagnarda e mwsggiacobina si aggiungevano al proprio nome, a volte cambiandolo, riferimenti a personaggi illustri come mwswBrutus (da mwtaBruto maggiore o mwtqBruto il cesaricida), o appunto mwtgCornelia (ad esempio mwtwÉléonore Duplay, amica di mwuaRobespierre) o mwuqGracchus in onore dei due Gracchi (mwugFrançois-Noël Babeuf, rivoluzionario mwuwprotocomunista).
La visione antica dei Gracchi come personaggi negativi fu ripresa da mwvqVittorio Alfieri, pur essendo un ammiratore di Plutarco, nelle commedie mwvgmwvwI pochi e mwwamwwqL'antidoto.
Note
cite-note-rivoluzione-11. ↑ mwaamwaqmwagI Gracchi fra restaurazione e rivoluzione, su mwawlaricerca.loescher.it.
cite-note-22. ↑ Vita di Tiberio Gracco, 9, trad. C. Carena
Bibliografia
• citereftreccani-gaio-e-tiberio-gracchi-enciclopedia-dell-arte-anticaA. Longo, Gracchi, Gaio e Tiberio, in Enciclopedia dell'arte antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960. URL consultato il 25 marzo 2018.
• citereftreccani-i-fratelli-gracchi-enciclopedia-dei-ragazziTommaso Gnoli, Gracchi, i fratelli, in Enciclopedia dei ragazzi, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2015. URL consultato il 25 marzo 2018.
• mwdaAntonio Spinosa, La grande storia di Roma, Oscar Storia, n. 204, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2002, SBN RMS2811525.
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Collegamenti esterni
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaA. Longo, GRACCHI, Gaio e Tiberio, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.